Cosa rovina davvero un gioiello placcato oro

Anello Reni in acciaio inossidabile placcato oro appoggiato su tessuto chiaro

Nessuno rovina un gioiello apposta. Succede in modi talmente normali che sul momento non ci fai caso, e poi un giorno ti accorgi che quell'anello che portavi sempre ha perso il colore in un punto solo.

Quel punto non è colpa dell'anello. È quasi sempre colpa di una di queste tre cose.

Il profumo, e l'ordine in cui ti vesti

È il primo della lista e non se lo aspetta nessuno.

L'alcol del profumo non attacca l'acciaio, che sotto resta quello che era. Attacca la placcatura, cioè lo strato d'oro vero che sta sopra, spesso pochi micron. Su una catenina il danno si vede prima che altrove, perché il profumo va sul collo e sui polsi, che è esattamente dove stanno i gioielli.

Si risolve invertendo due gesti: prima il profumo, aspetti che asciughi, poi metti la collana.

Sono quindici secondi e sono la cosa più utile di tutta questa pagina.

Vale uguale per la lacca e per la crema solare, che d'estate fa più danni del mare.

Il cloro, che è peggio del mare

Questa sorprende quasi tutte.

L'acqua di mare è salata e aggressiva, ma il cloro della piscina lo è di più, e in piscina ci stai dentro molto più a lungo di quanto stai in mare. Una stagione di vasche consuma una placcatura più di un mese in Salento.

Se nuoti spesso il consiglio è banale e funziona: togli i pezzi placcati e tieni l'acciaio nudo, quello senza oro sopra, che dell'acqua non si accorge.

Il cassetto dove sta tutto insieme

Qui il danno non è chimico, è meccanico.

I pezzi si graffiano tra loro. L'acciaio è duro, e proprio per questo rovina le cose più tenere che gli stanno accanto: la resina si segna, lo smalto si scheggia sul bordo, le pietre naturali si opacizzano.

Non serve una scatola per ogni pezzo. Basta separare i duri dai teneri e tenere gli smaltati in modo che non si tocchino. Una bustina di stoffa costa niente e risolve.

Come si pulisce, per davvero

Un panno di cotone asciutto, passato senza premere.

Basta questo, quasi sempre. Se resta un alone, un po' di acqua tiepida e poi asciughi subito: è l'acqua che rimane nelle fessure a lasciare il segno, non l'acqua in sé.

Quello che non va usato, mai:

  • bicarbonato e dentifricio, che sono abrasivi e portano via la placcatura insieme allo sporco
  • i panni per lucidare l'argento, che sono trattati per un altro metallo
  • alcol e disinfettanti
  • i bagni a ultrasuoni, che vanno benissimo sull'oro massiccio e sono una pessima idea su un pezzo placcato o incollato

Una cosa che non ti dirò

Non ti dirò che se segui queste tre regole il pezzo dura per sempre.

La placcatura è uno strato, e gli strati si consumano. Dipende da quanto lo porti, da che pelle hai, da cosa fai con le mani. Quello che posso dirti è da dove comincia il consumo, così puoi rallentarlo.

Se invece vuoi un pezzo a cui non devi pensare, guarda l'acciaio inossidabile senza placcatura. Quello non annerisce, non si consuma in superficie e puoi anche dimenticartelo sotto la doccia.

Ho scritto una guida intera sul perché, compresa la faccenda del nichel, che nessuno racconta mai come sta davvero.

Intanto, gli anelli e le collane sono la parte del catalogo dove la placcatura si vede di più. E se ti servono pezzi che sopravvivono anche al cassetto sbagliato, sono quelli in acciaio inossidabile.