Come si porta un foulard quadrato: quattro modi

Foulard quadrato arancione con bordo blu annodato al collo sopra un maglione avorio

Ci sono accessori che compri per un'occasione e poi restano nel cassetto. Il foulard quadrato non dovrebbe essere uno di quelli, e invece quasi tutte lo usiamo come se lo fosse: annodato al collo, sempre nello stesso modo, e via.

Ti scrivo i quattro posti dove finisce davvero, perché un quadrato di tessuto da ventiquattro euro fa più cose di mezzo armadio.

Prima però: perché quadrato

Una sciarpa lunga sa fare una cosa sola e la fa benissimo. Sta al collo, tiene caldo, finisce lì.

Il quadrato no, non ha un verso. Lo pieghi in diagonale e diventa una fascia, lo apri e diventa una superficie, lo arrotoli stretto e diventa quasi un cordoncino. Sei tu a decidere ogni volta cosa sia.

È anche il motivo per cui un foulard passa da una generazione all'altra senza invecchiare. Non è legato a una stagione, perché non è legato a una funzione.

I miei sono tutti in poliestere effetto seta, e preferisco dirtelo chiaro invece di girarci intorno: la seta vera a ventiquattro euro non esiste. Il poliestere effetto seta scivola, non pesa niente e sopravvive al lavaggio a mano molto meglio di quanto ci sopravviva la seta.

Al collo

Piegalo in diagonale, punta contro punta, e arrotolalo fino a ottenere una fascia larga quattro dita. Giralo una volta intorno al collo e chiudi con un nodo semplice.

Il nodo davanti è il classico, quello della foto qui sopra. Ordinato, simmetrico, e tira lo sguardo verso il viso.

Se lo sposti di lato succede qualcosa di diverso: lo sguardo scende sulla spalla e l'insieme sembra meno preparato. Nessuno dei due è più giusto dell'altro, dipende da quanto vuoi farti notare quella mattina.

Ci metti dieci secondi a provarli tutti e due.

Tra i capelli

Questo è il modo che regge il finestrino aperto, ed è quello a cui nessuno pensa per primo.

Puoi portarlo come fascia, piegato a tre dita e annodato dietro sotto i capelli. Oppure legarlo intorno all'elastico di una coda bassa e lasciare che le punte cadano da sole.

Qui il tessuto conta più della piega. Il cotone tira e segna, e dopo un'ora te lo senti. Il poliestere effetto seta scivola e basta, e quando lo togli i capelli non hanno la riga di dove ha stretto.

Al manico della borsa

Annodalo su un manico solo, vicino all'attacco, e lascia che le due punte vengano giù di lunghezza diversa.

La simmetria qui fa un effetto rigido, quasi da vetrina. Meglio storto.

È il modo che costa meno di tutti: ventitré euro e novanta e una borsa che hai da tre anni sembra un'altra cosa. Lo trovo il gesto più furbo dei quattro, e anche il più veloce.

In vita, al posto della cintura

Per questo serve il formato grande, il novanta per novanta.

Piegalo a fascia larga due dita, fallo passare nei passanti dei jeans e annodalo davanti, un po' fuori asse.

Sui jeans a vita alta funziona sempre. Sui pantaloni di lino anche, e d'estate è l'unica cintura che non ti dà fastidio. Sopra una giacca invece sparisce: serve un punto vita che si veda, altrimenti stai solo aggiungendo tessuto a tessuto.

Settanta o novanta

Il settanta per settanta è quello che sta al collo, tra i capelli e sulla borsa. Il novanta per novanta fa la cintura, lo scialle leggero sulle spalle e la testa avvolta.

Se ne prendi uno solo e non sai quale, prendi il settanta. Fa tre cose su quattro.

Come si tiene

Acqua fredda, a mano, senza strizzare. Poi stendilo piatto, non appeso: appeso il peso tira sull'angolo e da lì in avanti quell'angolo resta storto.

E tieni il ferro lontano, o almeno tienilo freddo. Il poliestere effetto seta a temperatura alta perde la lucentezza in un secondo, e non torna più.

Quelli che ho adesso

Cinque modelli, tredici pezzi in tutto, tra 23,90 e 24,90 euro.

Fiamma e Sole e Luna sono settanta per settanta. Mappa del Mondo e Prato sono novanta per novanta. Di Sole e Luna ne è rimasto uno.

Stanno tutti nella stessa pagina.

Se invece ti stavi chiedendo di cosa sono fatti i gioielli che scelgo, ho scritto anche una guida sull'acciaio inossidabile: risponde alle tre domande che mi arrivano più spesso.